Il P.O.F. espone la linea strategica e le intenzionalità di una scuola autonoma, individua ed enfatizza gli obiettivi generali che intende perseguire attraverso un'organizzazione ben definita ed un insieme di attività operative da attuare. Il P.O.F. è, quindi, il documento che:

1. interpreta le esigenze di una società in trasformazione e adegua a queste esigenze le proposte formativo- culturali;

2. esplicita le scelte culturali, didattiche ed organizzative che la scuola intende perseguire nel suo compito di educazione e formazione;

3. assume impegni nei confronti degli studenti, delle famiglie e del contesto sociale;

4. si presenta alle altre istituzioni del territorio (enti locali, ASL, scuole, associazioni di categoria, imprese, altri soggetti pubblici e/o privati);

5. consente la gestione delle risorse economiche attraverso la visione d’insieme di tutte le attività da svolgere.

Il P.O.F. è, in sostanza, la carta d’identità di un Istituto e comprende un piano di attività organizzate tenendo conto delle esigenze del territorio. Si sigla così un “contratto” fra le parti in cui gli alunni devono sapere, saper fare, saper essere e saper “vivere” con gli altri; i docenti devono saper fare e comunicare sul piano didattico; i genitori devono collaborare e confrontarsi con i figli e la scuola; il personale A.T.A. deve garantire altrettanti specifici servizi e prestazioni, il tutto nella logica di un servizio pubblico caratterizzato da negoziazione sociale e trasparenza, rivolto all'efficienza, efficacia e produttività. La società contemporanea è caratterizzata da profonde e contrastanti trasformazioni che hanno portato incisivi mutamenti nel campo sociale, economico, politico ed istituzionale. Assistiamo, oggi, ad una pluralità di modelli di comportamento, rapportati a nuovi valori, alle diversità delle fonti di informazione e alla proliferazione dei luoghi di produzione e di consumo. Nuovi stimoli culturali, inoltre, scaturiti dall'espandersi delle reti e dei nuovi linguaggi mediali, ci conducono verso forme di innovazione che investono tutti i campi del sociale e dell'umano, prima di tutto il sistema formativo scolastico. La scuola, per conservare il suo ruolo di principale agenzia formativa, è chiamata a confrontarsi con la complessità sociale e a dare risposte efficaci alle nuove esigenze emergenti. Il nuovo sistema formativo riteniamo debba coniugare due esigenze, quelle dei giovani e quelle della società. Un nuovo curricolo, al di là delle diversificazioni proprie dei vari indirizzi, deve contemplare:

1. la formazione di una mentalità ai valori della Costituzione italiana, al rispetto dell'altro, alla responsabilità, alla partecipazione costruttiva e alla legalità;

2. la padronanza della propria lingua e degli alfabeti (verbali e non, informatici, lingue comunitarie indispensabili per un efficace inserimento nella società attuale);

3. l'acquisizione di conoscenze e di competenze matematiche, tecniche scientifiche e umanistiche necessarie per la formazione del pensiero, per la comprensione della realtà e per un valido inserimento nel mondo del lavoro.

Tutta la comunità scolastica, pertanto, si deve sentire impegnata nel rendere la scuola sempre più un luogo di vita e di apprendimento e lo studente parte attiva del processo formativo, nell'aiutare il giovane a 'conoscersi' attraverso la valorizzazione delle proprie risorse e nel contrastare diffusi atteggiamenti di disaffezione e la dispersione scolastica. Le innovazioni, che stanno trasformando radicalmente la scuola, trovano il loro punto più qualificante nell'autonomia che va assunta come l'opportunità per elaborare un piano formativo più adeguato alle esigenze degli utenti attraverso l'assunzione di nuove responsabilità da parte di ogni componente scolastica.


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